sabato 18 novembre 2017

I grandi miti dell'immaginario medievale

Domenica 3 dicembre a Viaggio nel Rinascimento:

I GRANDI MITI DELL'IMMAGINARIO MEDIEVALE


I modi mentali dell'uomo del Medioevo impongono un particolare rapporto con le dimensioni del passato, del presente e del futuro. L'uomo medievale prende normalmente in considerazione il passato remoto solo come ricca fonte di avvenimenti sacri: meravigliosi e sorprendenti. Il passato che vale la pena di salvare - solitamente per via orale, più raramente sulla pagina scritta - è quello delle miracolose gesta dei santi e dei martiri, rivissute in termini simbolici, nell'ambito di un impianto mistico e visionario in cui volontariamente si mescolano pochissime notizie storiche e una straripante presenza di leggende e invenzioni: si pensi alla tradizione dei Vangeli, alla Legenda Aurea di Iacopo da Varazze (XIII secolo) e, entrando nell'ambito musicale, alle Cantigas de Santa Maria e, in generale, ai canti dei pellegrini che ci sono pervenuti.

La «realtà» del passato che interessa l'uomo del Medioevo è quella della leggenda, del mito, della nozione simbolica. Questo è l'aspetto del passato che in prima istanza merita di essere tramandato nei testi liturgici, nei drammi sacri, nei racconti intorno al fuoco, sulla pagina scritta. Siamo agli antipodi della nostra moderna scienza storiografica che afferma che ciò che conta ed è vero è solo ciò che effettivamente è accaduto nella realtà del passato.

Ma è soprattutto il presente la dimensione medievale più prodiga di eventi meravigliosi e carichi di significato. In modo analogo al passato, anche la quotidianità del presente non attrae l'interesse degli storici medievali. È invece la connotazione inconsueta ed eccezionale a risvegliare la loro attenzione, in quanto manifestazione dell'ultraterreno. L'uomo medievale è perennemente impegnato a scrutare e ad interpretare con occhio visionario i dati straordinari forniti dal quotidiano, ad evidenziare le connessioni speculative tra il mondo terreno e il mondo intellettuale.

Così, anche gli uomini più colti ponderano gli incantesimi, i sortilegi, i sogni, le apparizioni che turbano i ritmi regolari della vita e della natura. Gli avvenimenti che escono dalla norma possono essere quindi intesi come segni della collera divina assimilata a quella del castigo biblico: piogge di sabbia rossa dell'Africa (il colore del sangue), vini che s'intorbidiscono nei tini, la brina che gela i germogli, le invasioni delle cavallette. Sugli stessi criteri è fondato anche il particolare rapporto che l'uomo del Medioevo instaura con il futuro. Spesso i fenomeni straordinari della natura sono intesi come premonizioni, avvertimenti. In quest'ottica, a differenza di oggi, le capacità visionarie e profetiche dell'individuo hanno un’accezione positiva e benefica. Una terribile epidemia di peste, ad esempio, può essere anticipata dall’apparizione di macchie nere sui muri, sulle porte delle case, sulle vesti, sul vasellame. Mentre il cielo della notte diventa una lavagna dove una mente superiore disegna sibillini graffiti di luce, misteriose premonizioni di fatti a venire: eclissi di sole e di luna, aurore boreali, immagini fiammeggianti.



Andrea Vitali, medievista e storico del simbolismo, nel 1980 ideò le Feste Medievali di Brisighella che diresse artisticamente fino al 2014, creando con ciò una moda, quella del Medioevo trasportato in forma spettacolare nelle piazze, che fu il punto di riferimento per tutte le successive manifestazioni sull'argomento anche se non all'altezza di quelle brisighellesi. Le drammaturgie dei suoi spettacoli, tutte concepite in chiave simbolica, sono state oggetto di numerose tesi di laurea. Nel 1985 ha fondato l'Associazione Le Tarot (www.letarot.it) che raccoglie i massimi esponenti internazionali di studi storico-simbolici. Dal 2001 al 2012, in qualità di consigliere didattico e scientifico, ha continuamente collaborato alla Cattedra di Storia Medievale dell’Istituto Italiano di Scienze Umane di Firenze, occupata dal prof. Franco Cardini fino al 31 ottobre 2012, coadiuvandolo attualmente nelle sue funzioni di professore a contratto.  Ha svolto attività di collaborazioni scientifica e didattica dal 1988 al 2013 con il Dipartimento di Filosofia, Sezione di Epistemologia e Storia delle Scienze, Università di Genova (Prof. Paolo Aldo Rossi), tenendo lezioni, seminari e assistendo studenti specialmente nella preparazione di tesi di laurea.  Collabora tutt'ora con il prof. Rolando Dondarini, Storia Medievale Università di Bologna, in particolare per quanto riguarda la funzione di correlatore per tesi. E' titolare della Cattedra 'Tarocchi: storia e divinazione' presso la Libera Università di Studi Esoterici, Dipartimento UniMoscow, di Lecce. Sull'universo simbolico dei tarocchi ha curato le più prestigiose mostre a livello internazionale. Ha scritto oltre 150 saggi e numerosi libri di carattere storico e simbolico, di cui diversi tradotti in sei lingue.    

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